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lunedì 28 novembre 2016

CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE: affinchè il 25 novembre non resti una giornata isolata

Ph. Sandro Capatti - diritti riservati

CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
Affinchè il 25 novembre non resti una giornata isolata

Parma, 28 novembre 2016 - Venerdì scorso in tutta Italia si è celebrata la Giornata Internazionale contro la violenza sulla donna, un fenomeno sempre esistito, ma che negli ultimi anni è cresciuto drammaticamente.
Violenza psicologica, abusi, fino ad arrivare all'omicidio, tutti gesti efferati il più delle volte maturati in ambito domestico e familiare. 
Lodevoli le iniziative messe in campo in diverse piazze, gremite all'inverosimile da uomini e donne che condannano ogni forma di violenza contro il prossimo. 
Non si possono infatti dimenticare le tante, tantissime vittime, ma soprattutto non si relegare ad alcuni momenti sporadici l'attenzione ad questo problema, che negli anni è divenuto una piaga sociale, un male che nasce dal dentro dell'essere umano e si ripercuote sul soggetto più debole fisicamente e psicologicamente, molto spesso dipendente economicamente dal suo aguzzino, o semplicemente preda di un uomo senza scrupoli, senza valori e con problemi mentali
Sì perché solo l'instabilità mentale e patologie psicologiche anche latenti possono portare un uomo ad ammazzare la propria compagna, la propria moglie, la madre dei suoi figli o addirittura la stessa madre che lo ha generato.
Solo una persona malata di mente, che ha bisogno - molto prima di essere giudicato da un tribunale - di essere aiutato a superare il suo disagio psicologico, dovuto ad un rifiuto, ad un'incomprensione o alla fine di un rapporto sentimentale.
Particolarmente significative sono le immagini scattate dal fotoreporter Sandro Capatti in occasione della manifestazione che si è tenuta venerdì scorso a Parma: una serie di immagini che documentano la partecipazione in ricordo delle vittime di violenza, con la speranza che il 25 novembre non resti una giornata isolata.

Francesca Caggiati

Ph. Sandro Capatti - diritti riservati


Ph. Sandro Capatti - diritti riservati

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Ph. Sandro Capatti - diritti riservati

Ph. Sandro Capatti - diritti riservati



domenica 27 novembre 2016

Violenza donne: gli psicologi e il Pastificio Rummo lanciano la campagna ‘l’unico pacchero’

Nel 2016 102 vittime di femminicidio in Italia, una ogni 74 ore. 10 casi in Campania. 


L’Ordine degli Psicologi della Campania, il Pastificio Rummo e la Regione Campania uniti in difesa delle donne. 

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita dall’Onu per il 25 novembre, nei supermercati si potranno acquistare delle confezioni speciali di Paccheri Rummo Lenta Lavorazione® con lo slogan ‘L’unico pacchero’.

Il nome di uno dei più famosi formati di pasta della tradizione campana viene scelto, per la sua accezione dialettale di schiaffo, come simbolo di questa campagna di contrasto alla violenza di genere, patrocinata dalla Regione Campania.

L'obiettivo della campagna, presentata stamattina in Consiglio regionale, è quello di far arrivare nelle case dei cittadini campani informazioni sul fenomeno della violenza di genere attraverso un prodotto di grande utilizzo come la pasta. Anche la scelta di Rummo non è casuale: in questo modo l’Ordine ha voluto sostenere il pastificio di Benevento, che ha subito notevoli danni in seguito all’alluvione che nell’ottobre 2015 ha colpito il Sannio. 


Come purtroppo la cronaca quotidiana ci racconta – sottolinea il presidente e amministratore dell’omonimo pastificio beneventano, Cosimo Rummo – la violenza sulle donne è ancora una piaga della società contemporanea. Il pastificio Rummo ha aderito con grande consapevolezza alla richiesta di collaborazione dell’Ordine degli Psicologi e insieme abbiamo realizzato la campagna ‘L’unico pacchero’. La speranza è che queste campagne di sensibilizzazione aiutino tutti a riflettere, dalle donne che devono trovare il coraggio di denunciare, agli uomini che devono capire che non possono abbandonarsi all’ira e alla violenza, fino allo Stato che deve mettere in campo tutti gli strumenti per tutelare in maniera veloce ed efficace chi denuncia e chi subisce violenza”. 

L’unico pacchero è un modo ironico, inconsueto, anche irriverente per dire che la violenza contro le donne è qualcosa di intollerabile – spiega la presidente dell’Ordine degli Psicologi della Campania, Antonella Bozzaotra – Sosteniamo in tutti i modi il contrasto alla violenza di genere e ringrazio il Pastificio Rummo per aver contribuito alla creazione di questa rete istituzionale e operativa. L’impegno degli psicologi campani si articola su due fronti, gli strumenti normativi e la prevenzione.
Nel primo caso abbiamo ottenuto un risultato storico con l’approvazione in Consiglio regionale della legge ad iniziativa popolare per l’istituzione dello Psicologo del territorio, per la quale abbiamo raccolto 22 mila firme tra i cittadini campani. In sinergia con la Regione, è stata inoltre rafforzata su tutto il territorio la rete dei Centri antiviolenza e delle Case rifugio. Accanto a questo lavoro è necessario promuovere stili di vita che mettano al centro il benessere, creare le condizioni che portino le donne a denunciare e promuovere una riflessione sulla vita affettiva e relazionale”. 

L’importanza della prevenzione è ancora più sentita in una realtà come la Campania, che è tra le prime regioni in Italia per casi di femminicidio. I dati più aggiornati, relativi all’anno in corso, sono quelli dell’associazione ‘SOS Stalking’. 

Raccontano di 102 vittime a livello nazionale, una ogni 74 ore, in linea con il 2015, che si è chiuso a quota 116. Per il 2016 la maglia nera va alla Lombardia con 17 vittime, seguita da Emilia Romagna (14) e Veneto (12). La Campania è ferma a quota 10, con l’ultimo caso di Stefania Formicola, la 28enne uccisa a colpi di pistola dal marito a Sant’Antimo, in provincia di Napoli. 

La campagna ‘L’unico pacchero’ è un modo per entrare in tutte le case e sensibilizzare in quei luoghi dove spesso si verificano atti di violenza – dice l’assessore regionale alle Pari opportunità, Chiara Marciani – Con l’Ordine degli Psicologi stiamo lavorando a una serie di iniziative, anche in seguito al protocollo che abbiamo sottoscritto lo scorso anno con l’Ufficio scolastico regionale e all’Anci. È una collaborazione sempre efficace che può dare ottimi risultati. Come Regione abbiamo stanziato 3 milioni di euro per borse lavoro destinate a donne vittime di violenza. Con le risorse ministeriali aggiuntive che arriveranno a gennaio finanzieremo altre Case rifugio perché sono l'elemento da rafforzare. Già avere 57 Centri antiviolenza su tutto il territorio è un buon inizio. Un mese fa abbiamo chiesto ai centri operativi di farci un monitoraggio dei casi dell'ultimo anno, non ho ancora un dato definitivo, manca il dato della città di Napoli, ma dai centri che ci hanno risposto sappiamo che abbiamo più di 2.000 donne che si sono rivolte a loro. La cosa che mi ha più sconvolto è che il 20% hanno meno di 18 anni. Quello che mi conforta è che se 2.000 donne si sono rivolte ai Centri antiviolenza vuol dire che questa è la strada giusta perché viene riconosciuta”.

La campagna Benetton per sostenere la giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne



UNITI PER METTERE FINE ALLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE

United Colors of Benetton sostiene la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne con una campagna firmata da Fabrica e un impegno concreto a lottare contro la violenza di genere in tutte le sue forme.


27 Novembre 2016. Solo unendo i nostri sforzi sarà possibile sconfiggere la violenza di genere. 

Questo è il messaggio della nuova campagna firmata da Fabrica, centro di ricerca sulla comunicazione di Benetton Group, che è stata lanciata il 25 novembre in occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne promossa dall’ONU.

La campagna è composta da un’immagine e da un video in cui le protagoniste, le ballerine Lucy Briaschi e Tiziana Bolfe, madre e figlia, con alcuni passi di danza raffinati ma potenti mettono in scena la violenza che da sempre opprime il genere femminile e la necessità di lottare insieme per mettere fine a questa ingiustizia.

Nel mondo, una donna su tre subisce qualche forma di violenza nel corso della sua vita, spesso all’interno delle mura domestiche. 

È un dato allarmante, che ha convinto le Nazioni Unite a inserire tra gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile per il 2030 anche l’eliminazione di ogni forma di violenza contro le ragazze e le donne, sia nella sfera pubblica che in quella privata.

Anche Benetton Group si è impegnato a perseguire quest’obiettivo. 

Nel contesto del Women Empowerment Program, il programma di sostenibilità di Benetton che sostiene la parità di genere e l’empowerment femminile, sono state attivate una serie di iniziative concrete contro la violenza di genere: in Bangladesh, per esempio, Benetton sta collaborando con UN Women affinché sia aumentata la sicurezza delle lavoratrici del settore RMG nelle fabbriche e nei luoghi circostanti.

Da alcuni anni Benetton sostiene gli Orange Days, un’iniziativa della durata di 16 giorni che inizia il 25 novembre, Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne. 

Nel 2014, Fabrica aveva prodotto un’immagine e un video per UN Women in cui una donna veniva metaforicamente lapidata con petali arancioni, mentre l’anno scorso era stato il turno di un’altra campagna, incentrata sull’importanza che le pari opportunità e la non discriminazione giocano nella lotta alla violenza di genere.

“Intrecceremo le nostre braccia per abbracciarci e proteggerci a vicenda” recitano le parole che accompagnano il video di quest’anno. 
 
È un messaggio di solidarietà che è risuonato particolarmente forte il 25 Novembre, quando tutto il mondo si è colorato di arancione per dire no alla violenza di genere.

giovedì 24 novembre 2016

25 NOVEMBRE: GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE. È ANCORA ALLARME FEMMINICIDIO

È ANCORA ALLARME FEMMINICIDIO: DA GENNAIO 2016 A OGGI GIÀ 102 VITTIME, UCCISA UNA DONNA OGNI 74 ORE


Lorenzo Puglisi, Presidente di SOS STALKING: "Calano gli orfani, ma restano i femminicidi, ecco il triste bilancio del 2016"

Milano, 24 novembre 2016  –  Anna Doppiu è solo l'ultima delle vittime di un fenomeno, quello del femminicidio, che non accenna ad alcuna battuta d'arresto. 

La donna è stata barbaramente assassinata qualche giorno fa a Sassari dal marito, che le ha dato fuoco dopo averla massacrata di botte, perché non accettava di essere lasciato.

Secondo quanto riportato dall'associazione SOS Stalking (www.sos-stalking.it/), da gennaio 2016 a metà novembre di quest'anno sono 102 le donne uccise in Italia, prevalentemente dal marito o dal compagno. 

Ancora troppe, anche se il dato è leggermente in calo del 9% rispetto allo stesso periodo del 2015, quando si contavano otto omicidi in più, per un totale di 116 in 12 mesi

Se confrontati con quelli dei due anni precedenti, i numeri risultano percentualmente in aumento rispetto all'anno 2014, che ha visto la triste conta di 110 vittime (al 25 novembre erano 98) e in calo rispetto al 2013, 'annus horribilis' in cui si sono registrati ben 138 femminicidi (al 25 novembre erano 120). 

"I dati confermano purtroppo che il trend continua ad essere costante e che, ciò nonostante, è calata l'attenzione da parte della politica, che tende a privilegiare tematiche referendarie da mesi, senza curarsi di mettere in cantiere misure di contrasto a questo triste primato - afferma l'avvocato Lorenzo Puglisi, Presidente e fondatore dell'associazione SOS StalkingÈ importante che le donne imparino a riconoscere le situazioni a rischio: anche piccole avvisaglie fatte di minacce, insulti o comportamenti sopra le righe, devono costituire spie di allarme. Per questo è necessario coltivare un'imponente opera di prevenzione istruendo i giovani all'empatia e all'educazione sentimentale già dai primi anni di scuola. Solo così si può alimentare la speranza che in futuro i numeri calino sensibilmente".

Su 102 casi di femminicidio da inizio gennaio a oggi, l'età media delle donne uccise è di 50 anni mentre, dando uno sguardo alla cartina, la Lombardia rimane in testa con 17 vittime, segue l'Emilia Romagna con 14 e al terzo posto di questo (triste) podio c'è il Veneto con 12

A seguire ancora Piemonte con 11 donne uccise, Toscana e Campania (10), Lazio (7), Liguria (6), Calabria (4), Sicilia e Puglia (3), Friuli-Venezia Giulia e Sardegna (2) e  infine Umbria (1 vittima).

Parallelamente non possiamo dimenticare quelle che vengono comunemente definite vittime 'secondarie', ovvero i figli che rimangono orfani più spesso della madre, nei casi peggiori di entrambi i genitori, quando il delitto assume la duplice veste di 'omicidio-suicidio'. 

In seguito ai 102 casi già denunciati di omicidi al femminile, sono rimasti orfani 72 figli, anche se i numeri sono stimati al ribasso, precisa Puglisi: "Di due casi sappiamo che le vittime avevano più di un figlio, ma non conosciamo il numero esatto, mentre un bimbo, oltre ai 72 stimati, era nel grembo della madre ed è deceduto con lei".

Non dimentichiamo poi le conseguenze a lungo termine e, spesso, irreparabili per le vittime 'secondarie', che ancora non possono contare su un fondo nazionale che le supporti economicamente e che ancora oggi rischiano di subire gli effetti della mancanza di una norma che escluda automaticamente il genitore omicida dall'asse ereditario della vittima: "Non solo il trauma legato allo shock per aver in alcuni casi testimoniato direttamente all'omicidio, ma anche la difficoltà ad elaborare il lutto in una fase delicata della crescita e la sopravvenuta indigenza sono le drammatiche conseguenze a cui i minori vanno incontro. Non è raro che gli orfani dei femminicidi finiscano sulla strada della delinquenza, o della droga. Ancora non esiste una norma specifica che tuteli o sostenga, anche economicamente, questi orfani speciali, a differenza di quanto invece accade per altre categorie, come per le vittime di mafia, o del terrorismo, ad esempio. Possiamo affermare che il dramma si somma alla tragedia", conclude Puglisi.



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NTT DATA assume 100 donne per crescere e innovare - L'azienda presenta i risultati dell'iniziativa NTTDonna: 100 assunzioni, nomine di 15 manager 'rosa' e 150 giornate di formazione dedicata

L'AZIENDA PRESENTA I RISULTATI DELL'INIZIATIVA NTTDONNA: 100 ASSUNZIONI, NOMINE DI 15 MANAGER 'ROSA' E 150 GIORNATE DI FORMAZIONE DEDICATA

In occasione della giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, NTT DATA Italia dedica un evento al superamento del gender gap per la competitività, la crescita e lo sviluppo del Paese



Roma, 24 novembre 2016 – NTT DATA Italia, filiale dell'omonima multinazionale giapponese, ha presentato oggi i risultati di NTTDonna, l'iniziativa di empowerment femminile lanciata lo scorso anno in occasione della giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne.

Dallo scorso 25 novembre ad oggi, l'azienda italiana guidata da Walter Ruffinoni ha avviato un intenso programma di assunzioni diretto all'ampliamento della popolazione femminile presente in azienda e all'aumento del numero delle manager alla guida delle attività. Il risultato è che oggi sono circa 100 le nuove assunte in NTT DATA, per un totale di 800 donne su 2.660 dipendenti, e sono circa 15 le nuove manager nominate nel corso dell'ultimo anno. Un trend che non si fermerà naturalmente con la conclusione del programma dedicato alle donne. Ma che proseguirà nei prossimi mesi.

Ma non solo. Lo scorso anno Ruffinoni aveva annunciato l'intenzione di potenziare le capacità delle donne già presenti in azienda, oltre alle neoassunte, fornendo gli strumenti idonei per rispondere alle attuali sfide del mercato. Il tutto si è concretizzato con attività di coaching dedicate in maniera specifica alla popolazione femminile, oltre alla formazione diretta in specifiche aree di business, con un totale di 150 giornate di didattica per una media di 15 ore per ognuna delle 800 donne attualmente in organico.

"Siamo di fronte a un'occasione straordinaria di discontinuità – ha dichiarato l'Amministratore Delegato Walter Ruffinoni -. Il nostro Gruppo ha sempre dimostrato grande vicinanza ai problemi delle donne e alle tematiche della loro crescita in azienda, ma con i risultati che presentiamo oggi vogliamo dare un segnale chiaro e ulteriore di cambiamento. L'universo femminile è oggi sempre più preparato e attrezzato per affrontare le nuove sfide della tecnologia e dell'innovazione. Da parte nostra vogliamo dare quindi alle colleghe, presenti e future, un ulteriore segnale: rafforzare la nostra capacità di vedere le cose attraverso nuove prospettive ci rende donne (e uomini) migliori".

Con l'obiettivo di avvicinare bambine e ragazze alla programmazione informatica, Walter Ruffinoni ha inoltre organizzato un progetto di insegnamento dei principi base dello sviluppo software in alcune scuole elementari delle città di Milano, Torino, Cosenza e Roma. Nel quadro dell'iniziativa, sono stati programmati anche una serie di incontri interni con donne manager e/o scrittrici, un programma di tutoraggio con l'associazione PWN, Professional Women's Network ed infine è stato creato il progetto Women Art Thinking allargando i confini dell'azienda fino al mondo dell'arte.

I dati dell'iniziativa NTTDonna sono stati presentati e discussi oggi all'interno della giornata "Le donne erediteranno la terra" dedicata al superamento del gender gap. Il titolo dell'evento prende spunto dal libro dell'editorialista e inviato del Corriere della Sera, Aldo Cazzullo. L'autore ha discusso con Sandra Mori, Presidente di Valore D e Walter Ruffinoni, Ad di NTT DATA Italia, moderati dalla giornalista e produttrice cinematografica Maite Bulgari, su temi rilevanti per la competitività, la crescita del Paese legati all'empowerment femminile e all'uguaglianza di genere.

La giornata si concluderà con una cena/dibattito al quale sono invitate 35 donne opinion leader e opinion maker a confrontarsi con il Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Professoressa Stefania Giannini sul tema del women empowerment. L'obiettivo è di produrre un documento sul superamento del gender gap, attraverso la formazione, per lo sviluppo dell'economia, che trovi spazio nell'agenda del prossimo G7 presieduto dall'Italia.


NTT DATA Italia
NTT DATA Italia fa parte del colosso giapponese NTT DATA, uno dei principali player a livello mondiale nell'ambito della Consulenza e dei Servizi IT.

Digitale, Consulenza, Cyber Security e System Integration sono solo alcune delle nostre linee di business principali. A partire dall'innovazione, la creazione di valore per i nostri clienti è la nostra missione. Con una portata globale di oltre 40 paesi, 80.000 professionisti e una rete internazionale di centri di ricerca e sviluppo a Tokyo, Palo Alto e Cosenza, forgiamo i futuri modelli di business delle aziende.


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Camst presenta “Exit”, Uscite di sicurezza dalla violenza, illustrazioni di Anarkikka.

CAMST presenta EXIT per dire basta alla violenza contro le donne  il primo vademecum proposto da un'azienda che raccoglie appunti e consigli utili per la prevenzione e il contrasto della violenza maschile contro le donne.   

Realizzato in collaborazione con COSPE Onlus e D.i.Re, Donne in Rete contro la violenza.   


Bologna, 24 novembre 2016 – Camst, azienda di ristorazione italiana, rafforza il proprio impegno nella valorizzazione e nel rispetto dei diritti delle donne, presentando "Exit", uscite di sicurezza dalla violenza: il primo vademecum aziendale che raccoglie appunti e consigli utili per la prevenzione e il contrasto della violenza maschile contro le donne.   

Grazie alla collaborazione con COSPE Onlus e D.i.Re., Donne in Rete contro la violenza nasce un progetto editoriale unico, impreziosito dai disegni della illustratrice e vignettista Stefania Spanò, in arte Anarkikka, che offre informazioni concrete alle donne in modo efficace e diretto.  

Come riconoscere le forme di violenza, oltre a quella fisica, e in che modo diagnosticare se la propria relazione sentimentale è a rischio? 

A chi rivolgersi se si è state vittime di violenza o se un'amica corre il pericolo di esserlo? 

Che cosa si può fare dal punto di vista legale per allontanare il partner violento? 

A tutte queste domande si trova una risposta nella pubblicazione che la Camst distribuirà a tutti i propri dipendenti, 13 mila sul territorio italiano, di cui oltre l'80% sono donne.  

"Nel corso della mia presidenza, commenta Antonella Pasquariello, presidente di Camst dal 2012, il nostro impegno si è focalizzato su iniziative che hanno avuto l'intento di aiutare le donne che hanno subito violenza a riappropriarsi della propria vita. Abbiamo ad esempio effettuato 40 inserimenti lavorativi grazie al progetto "E' ora di cambiare tono". Sentivamo la necessità di continuare questo percorso perché solo facendo informazione e educando al rispetto delle differenze, a partire anche dall'interno di un contesto aziendale, si può sperare di eliminare ogni tipo di discriminazione".  

Anche la Sen. Valeria Fedeli, Vice Presidente del Senato della Repubblica, che ha scritto la prefazione della pubblicazione ha insistito sull'importanza della informazione su "una questione che non è né femminile né privata, ma sociale e politica".  

"L'educazione e l'informazione sono fondamentali nella prevenzione e nel contrasto della violenza sulle donne. Per questo, come ong da sempre attiva sui diritti delle donne in Italia e nel mondo e sul fronte delle discriminazioni - dichiara Debora Angeli, responsabile per la tematica equità di genere e diritti delle donne di COSPE- abbiamo lavorato con Di.re e Camst sul fronte informativo, curando i contenuti del sito www.puntodonne.it. E siamo felici dunque di collaborare con queste realtà anche per un'iniziativa come il vademecum di Anrakikka che può rappresentare uno spunto anche per altre aziende in Italia".     


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mercoledì 23 novembre 2016

Forum Giornaliste del Mediterraneo. Che ‘genere’ di notizia. Che ‘genere’ di guerra?

La voce delle donne dai luoghi caldi dei conflitti ideologici, sociali, politici, religiosi, ambientali" è il tema scelto per il "Forum delle giornaliste del Mediterraneo", che è iniziato oggi a Bari e prosegue domani a Lecce.

Il messaggio parte dalla Puglia, in occasione del primo Forum delle Giornaliste del Mediterraneo. Il presidente nazionale FnsiGiuseppe Giulietti, che ha assicurato d'ora in poi l'appoggio del sindacato, in forma di costituzione di parte civile nei processi, in quei casi in cui i giornalisti vittime di azioni intimidatorie o di minacce lo richiederanno. "Un messaggio a tutti i colleghi per ribadire loro che non sono soli contro chi vorrebbe metterli a tacere", ha spiegato Giulietti.

A fianco delle giornaliste e delle lavoratrice o lavoratori discriminati, la Consigliera di Parità della Regione Puglia, Serenella Molendiniche, in qualità di pubblico ufficiale "per il suo ruolo può ricorrere ad azioni in giudizio". 

Rompere la solitudine e costituire reti è un modo per contrastare i conflitti. E ragionarne in un forum che ha come tema i "luoghi caldi dei conflitti ideologici, sociali, politici, religiosi, ambientali", è il modo che Gi.U.Li.A. giornaliste unite libere autonome ha scelto per superare i confini del localismo e attraversare trasversalmente tutti i fronti di guerra. La guerra in atto in molti Paesi come la Siria, spesso oscurata da un informazione che deve combattere una sua propria guerra, quella contro la libera opinione, come in Turchia, e quella in atto in Italia nei luoghi caldi del malaffare, dove si esprime in forme subdole o dirette di minaccia ai giornalisti, dalla querela alla intimidazione fisica.

Forme di guerra che oggi sono state testimoniate da giornaliste donne, anche loro impegnate in una guerra non solo come giornaliste ma in quanto donne. Ancora discriminate. Discriminate nella realtà delle redazioni, come ha spiegato il segretario della Federazione Nazionale Della Stampa Italiana, Raffaele Lorusso, intervenuto al Forum che si è svolto oggi a Bari e prosegue domani a Lecce. 

Partendo dalla presa d'atto che "il ruolo delle colleghe non è abbastanza valorizzato nei luoghi di lavoro", Lorusso ha evidenziato come la Fnsi stia combattendo perché conazioni positive si superino tutte le forme di discriminazione

E' una questione di democrazia, ha sottolineato, e per questo è importante "presidiare con costanza quelle frontiere dove si esercitano forme varie di soppressione dell'informazione". 

Da qui il rilancio di un impegno già preso in sede di Federazione internazionale dei giornalisti a Bruxelles per una mobilitazione che induca l'Europa a  prendere posizione e fare pressione su un governo – quello turco - responsabile della violazione della Convenzione dei diritti dell'uomo e del bavaglio imposto, con carcerazioni e punizioni all'informazione. 

L'impegno della Fnsi è ribadito anche sul fronte delle minacce ai cronisti che provano a raccontare di mafie e malaffare, come è successo a Marilù Mastrogiovanni e Luciana Esposito e a tanti altri che domani parteciperanno alla manifestazione nazionale a sostegno dei giornalisti minacciati, spesso costretti anche a vivere sotto scorta.

Le minacce hanno forme e metodi sempre più capillari e incontrollabili. Per questo Giulietti ha anche voluto evidenziare che la  frontiera del giornalismo in questo momento è in una adesione sostanziale alla Carta di Roma, con azioni individuali che coinvolgano non solo i giornalisti ma tutti: "Oggi serve dire no al linguaggio dell'odio e serve una campagna di azione diretta: dobbiamo bannare chi incita all'odio alla bestemmia, alla violenza e al razzismo. Non c'entra nulla l'Articolo 21 della Costituzione, incitare a violenza e razzismo è reato non libertà di pensiero".

Introducendo i lavori Marilù Mastrogiovanni, ha ribadito come questo Forum debba essere un attestato dei valori della Democrazia e della Pace, contro ogni forma di violenza e discriminazione.

Marina Cosi, presidente nazionale di Giulia, ha raccontato come sia nata la rete di giornaliste, che ormai raccoglie un migliaio di aderenti. Non ha sviscerato numeri e statistiche, ma ha fornito un unico dato indicativo: solo tre donne sono a capo di testate di quotidiani nazionali. Occorrono quindi azioni forti, che passano attraverso il cambiamento del linguaggio, utilizzando quello di genere "perché la parola racconta ma soprattutto perché la parola definisce". 

Sull'utilizzo del linguaggio di genere si è concentrato il presidente del Corecom Puglia Felice Blasi. "Mi farò promotore della sottoscrizione del Protocollo da parte dei Media locali e della Rai regionale e delle Pubbliche amministrazioni. Inoltre, comepresidente del coordinamento dei Corecom italiani mi muoverò affinché questo protocollo sia utilizzato come best practice in altre Regioni italiane, per protocolli tra CorecomPa e Media di altre regioni. La stessa sollecitazione farò presso FNSI e la CPO di FNSI, con Giulia, interessando la Consigliera di parità nazionale, perché il protocollo sia acquisito da Rai, sia come azienda sia come testate giornalistiche".

Discriminazioni, violenze, razzismo strisciante, nel ragionamento Rossella Matarrese, rappresentante regionale di Giulia che ha voluto dare una lettura geografica in quanto la Puglia resta un territorio di confine, materiale e culturale, di cui ha non ha ancora consapevolezza. 

L'arrivo sperato e ormai quasi inaspettato di Ceyda Karan, giornalista dell'unico giornale di libera espressione in Turchia, ha dato una prima testimonianza di una realtà che ogni giorno si fa più grave: "Questo è un momento molto duro e complicato per noi giornalisti,  io stessa non so se questa sarà la mia ultima settimana di lavoro al mio giornale, il Cumhuriet Daily news, hanno arrestato 13 giornalisti, è difficile, operare, fare ricerche, scrivere liberamente nel mio Paese e non so davvero cosa altro potrà accadere nelle prossime settimane. Sono moltissimi i giornalisti in carcere. Ma non solo loro, tutti quelli che tentano di esercitare il proprio diritto di espressione. Oggi sono potuta venire qui, non so se  tra qualche giorno sarebbe stato possibile".


IL PROTOCOLLO SUL LINGUAGGIO DI GENERE
Il linguaggio per restituire alle donne visibilità e riconoscibilità dei ruoli è stata una delle prime battaglie di Gi.U.Li.A. . Per questo la due giorni si conclude con la proposta da parte dell'Associazione di un Protocollo d'Intesa per l'utilizzo del linguaggio di genere nei documenti della Pubblica amministrazione, chiamando a raccolta i massimi esponenti di Istituzioni, sindacati, mondo accademico e associativo. Il protocollo sarà pubblicato su tutti gli output di progetto, in modo da essere messo a disposizione come best practice delle  P. A. di altre realtà regionali.

Il Forum è organizzato da Giulia giornaliste su un'idea di Marilù Mastrogiovanni grazie al contributo di: FNSI (Federazione nazionale stampa italiana), Corecom della Regione Puglia, Consigliera di parità della Regione Puglia e con il Patrocinio della presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, Accademia della Crusca, Articolo 21, Ossigeno per l'Informazione, USIGRaiUniversità degli Studi di Bari, Archivio di Genere presso Uniba, Università del Salento, Laboratorio Interdisciplinare del Mediterraneo e Centro Studi Osservatorio donna presso Uni Salento. 



PROGRAMMA
BARI, 23 novembre, Sala Aldo Moro, Università degli studi, ore 9.30-13; 14.30-18
Introduce i lavori Marilù Mastrogiovanni: Gi.U.Li.A. giornaliste, direzione Forum, con i saluti di Marina Cosi, presidente nazionale Gi.U.Li.A. giornaliste e Rossella Matarrese, coordinatrice regionale Gi.U.Li.A. giornaliste.
Saluti istituzionali
Antonio Felice Uricchio – Rettore dell'Università di Bari
Beppe Giulietti – Presidente FNSI
Raffaele Lorusso – Segretario nazionale FNSI
Mario Loizzo – Presidente del Consiglio della Regione Puglia
Felice Blasi – Presidente Corecom Puglia e presidente del coordinamento dei Corecom italiani
Serenella Molendini – Consigliera regionale di parità della Regione Puglia
LE GIORNALISTE PUGLIESI DIALOGANO CON LE GIORNALISTE OSPITI
Ore 15.30-18
Saluti istituzionali
Aurora Vimercati – Docente di Diritto del Lavoro e presidente CUG Università di Bari
Valentino Losito – Presidente Ordine giornalisti Puglia
Bepi Martellotta – Presidente Assostampa Puglia
LE GIORNALISTE PUGLIESI DIALOGANO CON LE INVIATE OSPITI


LECCE, 24 novembre, sala del Rettorato, Università del Salento, ore 9.30-13; 14.30-18
Introduce i lavori Marilù Mastrogiovanni: Gi.U.Li.A. giornaliste, direzione Forum, con i saluti di Marina Cosi, presidente nazionale Gi.U.Li.A. giornaliste e Rossella Matarrese, coordinatrice regionale Gi.U.Li.A. giornaliste.

Vincenzo Zara – Rettore dell'Università del Salento
Felice Blasi – Presidente Corecom Puglia e presidente del coordinamento dei Corecom italiani
Serenella Molendini – Consigliera regionale di parità della Regione Puglia
LE GIORNALISTE PUGLIESI DIALOGANO CON LE GIORNALISTE OSPITI
Ore 14.30-18
Saluti istituzionali
Rosario Coluccia – Accademia Della Crusca
Stefano Cristante – Delegato del Rettore alla comunicazione Istituzionale Università del Salento

LE GIORNALISTE PUGLIESI DIALOGANO CON LE GIORNALISTE OSPITI


DOVE
Bari 23 novembre 2016, aula Aldo Moro, Università degli Studi, ore 9.30-13; 14.30-18
Lecce 24 novembre, Sala del Rettorato, Università del Salento, piazzetta Tancredi, ore 9.30-13; 14.30-18




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